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GEE, ANDY!
il mondo dell'artista-mito della "Pop Art" ANDY WARHOL Con l'accordo della Andy Warhol Foundation - New York Supporto audiovisivo: Euphon S.p.A. - Produzione Video: Entechne S.r.l Luccicare, stare sempre sotto ai riflettori, tenere la scena mondana da protagonista assoluto: soprattutto questo piaceva a Andy Warhol, il più noto e discusso degli artisti della Pop Art americana, la star della cultura underground più spudoratamente trasgressiva nel fare un'icona di se stesso e del suo successo commerciale. La sua arte è stata - ed è - quella di dare alle immagini quotidiane più banali la nobiltà, appunto, di arte, facendone al tempo stesso mercé, ripetibile all'infinito, e mettendo in mostra con la stessa attitudine seriale e impassibile, nelle sue fotoserigrafie ultracolor, le scatole di zuppa, le bibite, i dadi e l'assassinio del Presidente Kennedy, rendendo cioè "alta" la "triviale" way of life di massa d'oltreoceano, dalle gigantografie dei divi agli incidenti d'auto alle esecuzioni capitali. Warhol ha rovesciato con successo le scale di valori tradizionali, inventandosi uno sguardo diverso su di sé, sui suoi amici del leggendario gruppo della Factory, sulla realtà. Elisa Guzzo Vaccarino CRITICAI. REVIEWS - "Fantastici quegli anni [...] gli anni di Warhol fra i '60 e i 70. Raccontarli in danza, come ha fatto il giovane coreografo e danzatore Matteo Levaggi, vuoi dire prima di tutto governare una valanga di sollecitazioni e condurre lo spettatore attraverso un percorso di immagini continuamente cangiante. E Levaggi c'è riuscito pienamente. Non solo per la sua capacità di sviluppare una danza fatta di velocità, energia, rischio, e di presa immediata sul pubblico; ma anche grazie a una catturante colonna sonora realizzata da Andy dei Bluvertigo e Gianluigi Di Costanze; grazie a una valanga di divertenti costumi realizzati dal cubano Roger Salas." Sergio Trombetta, La Stampa - "Il Warhol guardone, il Warhol provocatore, il Warhol manipolatore, il Warhol mondano, cinico e disilluso, infine il "Warhol della sua mamma", la cui voce e immagine accompagnano lo spettacolo, sono rievocati tutti e tradotti in termini di movimento, di ritmo, di velocità, d'interazione tra i ballerini e le immagini video, in una serie di undici quadri, tra cui diversi d'insieme ben costruiti e alcuni duo bellissimi. Matteo Levaggi, da artista del suo tempo, si è appropriato con molta abilità dei miti orchestrati da Warhol. [...] Il suo linguaggio coreografico appartiene alla famiglia di Forsythe e di Karole Armitage, con i quali condivide la stessa qualità di movimento, pur possedendo ancora la foga della giovinezza. Ma con Gee, Andy! L'ambizione di Levaggi supera la semplice coreografia." Sonia Schoonejans, Balletto Oggi - "Con la musica originale di Andy e Bochum Welt dei Bluvertigo, nel segno dell'artificiosità più spudorata, Gee Andy! sviluppa i suoi undici quadri con la voglia di fare dei corpi danzanti l'icona di una immaginaria fashion art, giocando sulla plastica, dei muscoli e degli oggetti." Elisa Vaccarino, II Giorno - "Splendido. Tra tutti spicca Matteo Levaggi, affascinante ideatore, coreografo e interprete principale dello spettacolo dalla fresca e vivace forza creativa, impressionante per il personalissimo stile fatto di morbidi movimenti, uniti ad una maturità artìstica che stride con i suoi ventiquattro anni. Uno spettacolo gradevole e leggero, ma volutamente freddo e a-sentimentale, a sottolineare tutto Fa-personale distacco di un artista che se da un lato ha nobilitato la realtà della banale quotidianità, facendone vera arte, dall'altra ha demistificato l'arte, privandola della sua originalità di pezzo unico. A completare il tutto i bellissimi costumi di Roger Salas" Cristina Targa, II Gazzettino - "In Gee, Andy! Levaggi fa proprio l'insegnamento della Armitage: lo stile neoclassico ancheggiante, aperto, pericoloso e il febbricitante gusto postmoderno. Enuclea undici luoghi o topici nella vita-arte di Warhol: dal ristorante-negozio Serendipity alla Factory, dall'indissolubile legame con la madre al culto della bellezza bisex. E mette alla prova la compagnia (otto elementi)." Marinella Guatterini, II Sole 24 ore |
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